Un ciclo borsistico è definibile come una successione
regolare di fasi simili nell'andamento dei prezzi di borsa.
La visione ciclica degli andamenti dei prezzi , si
scontra con la visione definita 'randow walk' secondo la
quale i mercati si muovono in maniera assolutamente
imprevedibile e sempre diversa rispetto al passato.
La teoria 'random walk' non riesce però a spiegare la
presenza dei cicli negli andamenti dei prezzi.
Un ciclo può essere definito come un movimento
riconoscibile che si ripete con un certo grado di
regolarità. La misurazione verticale del ciclo può essere
definita come la sua 'ampiezza' , mentre la misurazione
orizzontale sull'asse x del tempo, è invece definibile come
la 'durata' del ciclo stesso.
L'osservazione storica dell'andamento dei mercati
azionari, con uno studio approfondito, permette di vedere
come i movimenti di prezzo dell'attività presa in esame(sia
essa un indice, una materia prima, una azione) si muova con
una regolarità per certi versi sorprendente.
L'analisi tecnica ciclica si propone di individuare e
studiare i cicli presenti sui mercati finanziari.
I cicli sono quindi particolari periodi di tempo, di
durata variabile, all'interno dei quali i prezzi possono
formare un minimo o un massimo, oppure realizzare delle
oscillazioni che diventeranno un punto di riferimento per i
movimenti successivi dello strumento finanziario preso in
esame.
Esistono due particolari tipi di cicli:
a)Cicli statici
b)Cicli dinamici
I cicli statici rappresentano durate fisse, immutabili
che si ripetono nel corso di settimane, mesi, anni e che
causano molto spesso accelerazioni o inversioni delle
tendenze in atto.
Ma i cicli più importanti sono quelli dinamici: questi
costituiscono il vero e proprio 'ritmo' del movimento
compiuto dai prezzi, e sono propri di ciascun strumento
finanziario (Indice, azione, rapporto di cambio, materia
prima).
I cicli dinamici sono come la rappresentazione di una
'personalità' che lo strumento preso in esame possiede: ecco
che quindi i cicli di natura dinamica di due titoli azionari
potranno essere molto diversi tra loro(pur sottostando
entrambi ai cicli di tipo statico) e l'esperienza
dell'analista sarà necessaria per capire con quale 'ritmo'
si muove ciascun titolo analizzato.
Essendo eventi 'naturali' , i cicli avranno una maggiore
rilevanza negli strumenti finanziari molto scambiati:
chiaramente un titolo azionario con pochi volumi di scambio
potrebbe essere 'pilotato' ad arte e indirizzato in una
certa direzione , forzando la tendenza naturale del titolo
stesso. In questo caso lo studio dei cicli diventerebbe
fuorviante, ma lo sarebbe sicuramente qualsiasi tipo di
analisi, perciò la strategia migliore è : stare lontani da
titoli con bassi volumi di scambio, che stanno sul mercato a
uso e consumo di speculatori professionisti pronti a trarre
in inganno i piccoli investitori. Nel caso in cui lo
strumento preso in esame abbia discreti volumi di scambio,
invece, si creano delle tendenze che rispecchiano la
'personalità' della massa degli investitori che vi operano,
e nascono i cicli dinamici. In questo modo sarà possibile,
osservando con attenzione i movimenti di prezzo, individuare
una 'geometria' che spesso è veramente straordinaria per la
precisione con la quale si sviluppa.
Un ciclo può avere una validità indefinita, per questo
occorre sempre considerarlo come una 'possibilità' e mai una
'certezza'. Lo studio degli indici di borsa americani,
mostra ad esempio come nel periodo 1950-1980 il ciclo a 4
anni abbia prodotto risultati a dir poco straordinari,
segnando la distanza tra importanti massimi e minimi :
questo ciclo ha però perso di rilevanza dopo il 1980.
Vediamo qualche grafico di esempio(cliccare sopra per
ingrandire in un'altra finestra):

Si nota come dall'inizio degli anni 50 fino alla fine
degli anni '60 , il mercato americano, qui rappresentato
dall'indice Dow Jones Industrial abbia segnato massimi e
minimi di una certa rilevanza in corrispondenza del ciclo a
4 anni: questo ciclo viene considerato da alcuni autori
nella sua 'interezza' cioè si afferma che l'anno di ciclo
genera una inversione, ma nel grafico si nota come la
precisione sia quasi estrema poichè la distanza tra i
massimi e minimi è quasi sempre perfettamente di 48 mesi.
Di conseguenza non solo il ciclo funziona a livello
annuale, ma persino a livello mensile.
Successivamente il ciclo scompare e questo dimostra come
aver atteso una inversione seguendo 'solamente' questo ciclo
avrebbe potuto generare un posizionamento completamente
errato.
Altro esempio ci arriva dagli anni 80/90. Un ciclo di
circa 3 anni(38 mesi) segna importantissimi massimi e
minimi, tra cui il massimo nel mese precedente al crollo del
1987. Vediamo il grafico(cliccare sopra per ingrandire)

Dopo il terzo ciclo avviene il crollo che
graficamente potrebbe non apparire elevato, ma in realtà
l'indice Dow Jones Industrial arrivò a perdere il 40% in
soli due mesi. Si noti come il ciclo abbia funzionato
perfettamente anche per la quarta volta facendo segnare un
minimo perfetto in area 2400 punti dal quale il mercato è
nuovamente ripartito.
L'utilizzo della analisi ciclica è quindi un grandissimo
supporto nella scelta del timing sui mercati azionari, in
quando permette valutazioni ulteriori a quelle che il
semplice studio dei prezzi consente.