Home Page

Chi Siamo

Guida alla lettura delle analisi

Metodi di analisi

Gestione rischio

Bibliografia

Archivio

Links utili

Disclaimer

Abbonati online

INGRESSO PER UTENTI CON REGISTRAZIONE GRATUITA

 


  ACCESSO AREA ABBONATI


 Guida pratica per il risparmiatore
Questa sezione si propone di fornire gli strumenti di base per ottimizzare il rapporto con il proprio istituto di credito.

- Apertura di un Conto Corrente.

- Servizi di pagamento, incasso e la chiusura del Conto Corrente

- Credito alle Imprese: il fido.

A cura di Davide Carboni

                        

 

 

Cenni di analisi ciclica

Un ciclo borsistico è definibile come una successione regolare di fasi simili nell'andamento dei prezzi di borsa.

La visione ciclica degli andamenti dei prezzi , si scontra con la visione definita 'randow walk' secondo la quale i mercati si muovono in maniera assolutamente imprevedibile e sempre diversa rispetto al passato.

La teoria 'random walk' non riesce però a spiegare la presenza dei cicli negli andamenti dei prezzi.

Un ciclo può essere definito come un movimento riconoscibile che si ripete con un certo grado di regolarità. La misurazione verticale del ciclo può essere definita come la sua 'ampiezza' , mentre la misurazione orizzontale sull'asse x del tempo, è invece definibile come la 'durata' del ciclo stesso.

L'osservazione storica dell'andamento dei mercati azionari, con uno studio approfondito, permette di vedere come i movimenti di prezzo dell'attività presa in esame(sia essa un indice, una materia prima, una azione) si muova con una regolarità per certi versi sorprendente.

L'analisi tecnica ciclica si propone di individuare e studiare i cicli presenti sui mercati finanziari.

I cicli sono quindi particolari periodi di tempo, di durata variabile, all'interno dei quali i prezzi possono formare un minimo o un massimo, oppure realizzare delle oscillazioni che diventeranno un punto di riferimento per i movimenti successivi dello strumento finanziario preso in esame.

Esistono due particolari tipi di cicli:

a)Cicli statici

b)Cicli dinamici

I cicli statici rappresentano durate fisse, immutabili che si ripetono nel corso di settimane, mesi, anni e che causano molto spesso accelerazioni o inversioni delle tendenze in atto.

Ma i cicli più importanti sono quelli dinamici: questi costituiscono il vero e proprio 'ritmo' del movimento compiuto dai prezzi, e sono propri di ciascun strumento finanziario (Indice, azione, rapporto di cambio, materia prima).

I cicli dinamici sono come la rappresentazione di una 'personalità' che lo strumento preso in esame possiede: ecco che quindi i cicli di natura dinamica di due titoli azionari potranno essere molto diversi tra loro(pur sottostando entrambi ai cicli di tipo statico) e l'esperienza dell'analista sarà necessaria per capire con quale 'ritmo' si muove ciascun titolo analizzato.

Essendo eventi 'naturali' , i cicli avranno una maggiore rilevanza negli strumenti finanziari molto scambiati: chiaramente un titolo azionario con pochi volumi di scambio potrebbe essere 'pilotato' ad arte e indirizzato in una certa direzione , forzando la tendenza naturale del titolo stesso. In questo caso lo studio dei cicli diventerebbe fuorviante, ma lo sarebbe sicuramente qualsiasi tipo di analisi, perciò la strategia migliore è : stare lontani da titoli con bassi volumi di scambio, che stanno sul mercato a uso e consumo di speculatori professionisti pronti a trarre in inganno i piccoli investitori. Nel caso in cui lo strumento preso in esame abbia discreti volumi di scambio, invece, si creano delle tendenze che rispecchiano la 'personalità' della massa degli investitori che vi operano, e nascono i cicli dinamici. In questo modo sarà possibile, osservando con attenzione i movimenti di prezzo, individuare una 'geometria' che spesso è veramente straordinaria per la precisione con la quale si sviluppa.

Un ciclo può avere una validità indefinita, per questo occorre sempre considerarlo come una 'possibilità' e mai una 'certezza'. Lo studio degli indici di borsa americani, mostra ad esempio come nel periodo 1950-1980 il ciclo a 4 anni abbia prodotto risultati a dir poco straordinari, segnando la distanza tra importanti massimi e minimi : questo ciclo ha però perso di rilevanza dopo il 1980.

Vediamo qualche grafico di esempio(cliccare sopra per ingrandire in un'altra finestra):

 

Si nota come dall'inizio degli anni 50 fino alla fine degli anni '60 , il mercato americano, qui rappresentato dall'indice Dow Jones Industrial abbia segnato massimi e minimi di una certa rilevanza in corrispondenza del ciclo a 4 anni: questo ciclo viene considerato da alcuni autori nella sua 'interezza' cioè si afferma che l'anno di ciclo genera una inversione, ma nel grafico si nota come la precisione sia quasi estrema poichè la distanza tra i massimi e minimi è quasi sempre perfettamente di 48 mesi.

Di conseguenza non solo il ciclo funziona a livello annuale, ma persino a livello mensile.

Successivamente il ciclo scompare e questo dimostra come aver atteso una inversione seguendo 'solamente' questo ciclo avrebbe potuto generare un posizionamento completamente errato.

Altro esempio ci arriva dagli anni 80/90. Un ciclo di circa 3 anni(38 mesi) segna importantissimi massimi e minimi, tra cui il massimo nel mese precedente al crollo del 1987. Vediamo il grafico(cliccare sopra per ingrandire)

Dopo il terzo ciclo avviene il crollo  che graficamente potrebbe non apparire elevato, ma in realtà l'indice Dow Jones Industrial arrivò a perdere il 40% in soli due mesi. Si noti come il ciclo abbia funzionato perfettamente anche per la quarta volta facendo segnare un minimo perfetto in area 2400 punti dal quale il mercato è nuovamente ripartito.

L'utilizzo della analisi ciclica è quindi un grandissimo supporto nella scelta del timing sui mercati azionari, in quando permette valutazioni ulteriori a quelle che il semplice studio dei prezzi consente.

 

 



 

Copyright 2007, Analisi Globale