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 Guida pratica per il risparmiatore
Questa sezione si propone di fornire gli strumenti di base per ottimizzare il rapporto con il proprio istituto di credito.

- Apertura di un Conto Corrente.

- Servizi di pagamento, incasso e la chiusura del Conto Corrente

- Credito alle Imprese: il fido.

A cura di Davide Carboni

                        

 

 

SU QUALI TIPI DI STUDI SI BASANO LE NOSTRE ANALISI ?

Come riferimento principale viene utilizzata l'analisi tecnica ciclica, una specializzazione particolare della analisi tecnica.

Si, ma cosa e' l'analisi tecnica?
E' lo studio delle tendenze di mercato basato sullo studio dei grafici ottenuti con le serie storiche dei prezzi.
Si basa su alcuni presupposti fondamentali.
1) La storia tende a ripetersi
2) Il mercato si muove in tendenze individuabili
3) Il mercato sconta tutte le notizie: cioe' nei prezzi sono gia' compresi tutti i fattori negativi o positivi che caratterizzano l'azienda o l'indice analizzati.
Come ogni teoria viene esaltata o denigrata a seconda dei punti di vista di chi la giudica: a nostro avviso comunque e' un tipo di analisi affidabile. Il problema principale e' che viene usata con leggerezza, senza una applicazione completa e ne sono una riprova le analisi gratuite che vengono offerte in rete utilizzando un indicatore e qualche trendlines(vedi guida a tal proposito).
Questo induce a pensare che la percentuale di errore sia alta e porta a credere che il metodo di analisi non sia valido. 
Per aumentare l'affidabilita' delle analisi è sicuramente utile usare la specializzazione dei cicli.
L'analisi tecnica ciclica parte dal presupposto 1) prima indicato ritenendo che come ogni cosa in natura anche l'andamento generale dei prezzi di borsa segua dei cicli ben precisi. Questo comporta che in determinati periodi di tempo possano verificarsi dei massimi o dei minimi di prezzo in corrispondenza dei quali la tendenza in atto in quel momento potrebbe invertirsi.


L'analisi tecnica viene poi utilizzata come supporto nella importantissima analisi intermarket, che consiste nel fare previsioni plausibili su un determinato tipo di mercato basandosi sulla sua correlazione con gli altri mercati.
Ad esempio, fare una previsione sul mercato azionario, tenendo conto dei possibili andamenti di quello valutario, di quello delle commodities(materie prime) e di quello obbligazionario. Questo tipo di analisi viene in parte utilizzata anche da coloro che non apprezzano molto lo studio di tipo tecnico, poiche' permette loro di fare considerazioni di tipo economico.
Di conseguenza si potrebbe dire che l'analisi intermarket e' quasi un punto di incontro tra seguaci e denigratori della analisi tecnica.


Nella analisi di singole aziende, poi, può essere utilizzata l'analisi fondamentale, cioe' lo studio dei risultati di bilancio.
In genere chi utilizza l'analisi fondamentale lo fa per mantenere un titolo in portafoglio nel lungo periodo: questa strategia puo' essere valida ma contiene grosse insidie. Es. I bilanci della azienda potrebbero non essere limpidi, lo scenario economico potrebbe mutare per qualsiasi ragione ecc.. : in questo caso il prezzo della azione potrebbe risentirne in maniera elevata portandoci a situazioni di grosse perdite. E l'analisi fondamentale spesso e' tardiva rispetto alle variazioni di prezzo sul mercato.
Il capitale va protetto altrimenti si puo' rischiare di tenere il proprio denaro in perdita(anche ingente) per anni e anni,e quindi diventa fondamentale l'inserimento dello stop-loss.(vedi Guida alla lettura delle analisi)


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Rischio/rendimento

Il rapporto rischio/rendimento(Ri/Re) e' un semplice indicatore che ciascun investitore deve conoscere prima di eseguire qualunque operazione. Si applica normalmente agli investimenti azionari ma nelle sue varianti puo' essere applicato anche a quelli obbligazionari. Il fattore rischio e' una percentuale di possibile perdita che l'investitore e' disposto ad assumersi: ad esempio decide che e' disposto a perdere il 5% di quello che investe.
Il fattore rendimento corrisponde al possibile guadagno che l' investimento puo' rendere (supponiamo che ad esempio sia il 15%).
A quel punto andremo a fare una semplice divisione:
Se nel nostro esempio siamo disposti a rischiare il 5% per guadagnare un possibile 15% avremo

5 punti percentuali
--------------------------- = 0,33
15 punti percentuali

in questo caso il rischio/rendimento e 0,33.

Generalmente uno studio statistico consiglia di intraprendere investimenti che abbiano un Ri/Re minore di 0,50.
0,50 difatti equivale a 1/2, 5/10, ecc. cioe' a un possibile guadagno doppio di cio' che si rischia, ma naturalmente tanto piu' il rapporto sara inferiore a 0,50, tanto piu' vantaggioso sara' l'investimento che andiamo ad effettuare.

Cosa accade di solito?

Accade che questo indicatore non viene minimamente considerato poiche' si sceglie ad esempio un titolo azionario in base a possibili guadagni anche allettanti, senza considerare il rischio che ci si assume.
Fino a che i corsi di borsa sono positivi, va tutto bene, ma in fase di ribasso nascono grandi problemi poichè si iniziano a subire perdite rilevanti. Occorre quindi chiedersi se si è disposti a correre un rischio limitato e predefinito, in cambio di un profitto atteso. Se non si è disposti a correre questo rischio, è meglio astenersi dall'operare in borsa, poichè significa che non abbiamo una propensione adeguata. E gli utili ottenuti nelle fasi positive dei mercati, potrebbero rivelarsi un 'boomerang', poichè potremmo trovarci in perdita molto più in fretta di quanto si pensi.
Occorre quindi sempre fissare uno stop di protezione a ciascuna operazione per salvaguardare il capitale.

 

Copyright 2007, Analisi Globale