Vogliamo dedicare un approfondimento
alle componenti esterne e interne che influenzano qualsiasi
persona nel momento in cui si trova a dover investire i
propri risparmi.
E cerchiamo di farlo usando un
linguaggio semplice pur considerando importanti teorie che
sono state sviluppate negli ultimi due secoli. I concetti
espressi si riferiscono principalmente all'investimento
azionario, ma sono applicabili anche a quello
obbligazionario, e in generale a molti tipi di
investimento:
1)
La prima componente che andiamo ad analizzare e' di natura
sociologica ed e' il condizionamento
sociale che ciascun individuo riceve da vari fattori
esterni.
Il sociologo Le Bon(1841-1931) affermava
che la massa degli individui non e' orientata dalle
coscienze individuali, ma bensi da fattori psichici inconsci
; ogni individuo, nella massa, perde la sua autonomia e
finisce per contagiarsi a vicenda con gli altri individui
azzerando praticamente la sua capacita' critica.
Lo
studio di Le Bon era generale, ma e' perfettamente
applicabile anche al campo degli investimenti poiche', molto
spesso prima di investire, ciascuno di noi cerca conferme in
altri, amici, a volte parenti per sentirsi dire che cio' che
si fa e giusto.
Questa frequente consultazione e' quella
che porta alla formazione di bolle speculative in tutti i
settori di investimento, tutti si convincono a vicenda che
acquistare e' giusto, anche se i prezzi sono gia' saliti
molto e cosi' la tendenza rialzista e vertiginosa:
nel
1986 e nel 2000 lo abbiamo visto sul nostro mercato
azionario, ma in seguito potremmo vederlo anche sul mercato
immobiliare(a proposito del quale si sentono gli stessi
discorsi che si sentivano riguardo alla borsa:
l'investimento e' sicuro, il prezzo degli immobili puo' solo
salire... vedremo se si diranno le stesse cose tra qualche
tempo...).
Sempre applicando gli studi di Le Bon, si puo'
quindi dire che e' l'illusione, ma non la
ragione che domina il comportamento della massa degli
investitori: l'illusione del grande e forte
guadagno.
L'individuo perde la sua autonomia e anche i
piu' dotati dal punto di vista intellettivo spesso si
annullano nella massa: questo causa una situazione nella
quale chi non e' propenso al rischio si trova a rischiare
anche senza volere. Ad esempio nel 2000 in borsa si
trovavano anche molte persone che non avrebbero mai voluto
rischiare di perdere i risparmi di una vita: ma l'illusione
del facile guadagno ha ipnotizzato chiunque e centinaia sono
i casi di investitori che avevano un capitale inferiore a
100000 euro e con eta' superiore a 60 anni e che in questo
momento vedono cancellati gli sforzi di una
vita.
Certamente non possiamo dare colpa a questi
persone, poiche' come faceva notare l'altro sociologo
Gabriel Tarde(1843-1904) nella massa i comportamenti di
ciascuno sono basati sull'imitazione degli altri e questa
stessa imitazione , secondo lui avviene non in uno stato
cosciente, ma bensi in uno stato quasi
ipnotico. Il tutto avviene spesso dai ceti sociali
piu poveri verso l'alto.
Chi si e' trovato in una
qualsiasi banca qualche anno fa, sa benissimo che se entrava
un personaggio benestante che affermava 'io acquisto queste
azioni x', poco dopo persone di tutti i ceti sociali si
precipitavano a comprare la stessa azione... perche'
questo?
Il carisma di una persona ricca, spesso
attribuito dal denaro che possiede, spinge tutti ad imitarlo
convinti dal fatto che se quello e' ricco, vuol dire che sa
il fatto suo. Poco importa se quella persona si e'
arricchita in altri settori,se e' esperta di ben altre cose,
ma non di investimento in borsa...se ha i soldi, sapra'
sicuramente come investire... Ma l'imitazione, anche di
persone ricche, e' sempre sbagliata: l'investitore deve
essere cosciente di cio' che fa, del rischio che corre:
cioe' deve essere autonomo.
L'auspicio e' che la folla si
trasformi in 'pubblico', cioe' la trasformazione di cui
parla Scipio Sighele (1868-1913) uno dei pionieri dello
studio della psicologia collettiva. Il 'pubblico' a suo
avviso, e' piu' evoluto rispetto alla folla, poiche' si
informa, studia, si documenta, e evita di essere
ipnotizzato. E' questa la trasformazione a cui deve tendere
la massa degli investitori, non deve accettare passivamente
i consigli, non deve farsi condizionare da euforia o paura
di altri soggetti.
| Ma qui entra in gioco la
seconda componente: |
|
2)
La psicologia dell'investitore
singolo
L'evoluzione della 'massa' in 'pubblico'
e' ostacolata dalla psicologia del singolo
investitore.
Su questo argomento la bibliografia e' piu'
ampia: prendiamo come riferimento principale
W.D.Gann(1878-1955) probabilmente il piu' grande trader mai
visto a Wall Street, che ha scritto vari testi nei quali ha
affrontato questo problema.
Egli fa notare come ciascun
investitore commetta una serie di errori, derivanti dalla
propria debolezza psicologica, o dalla troppa fiducia in se
stesso.
Gli errori principali che lui elenca
sono:
1)Si investe seguendo i consigli 'interessati' dei
broker
2)Non si seguono regole fisse
3)Non si fissa un
rischio prima di investire(cioe' quello che viene definito
stop-loss, cioe' stop alle perdite)
A giudizio di Gann, esistono varie emozioni che ciascun
investitore deve riuscire a dominare:
a)Speranza: non si
puo' investire sperando che vada bene, si deve avere un
progetto chiaro con rischio definito all'inizio
b)Timore
del mercato e Paura: l'investitore non deve sentirsi
superiore al mercato(sia azionario che obbligazionario)
cioe' troppo sicuro, ma deve avere timore del mercato che
contiene molte insidie. Allo stesso tempo pero' non deve
nemmeno farsi prendere dal panico, poiche' le migliori
occasioni di investimento potrebbero verificarsi nei momenti
difficili (e questo concetto e' alla base anche di un altro
famoso investitore di successo come Warren
Buffett).
c)Avidita' e sicurezza in noi stessi : Sono i
fattori piu' pericolosi. Non si accetta di perdere nemmeno
una piccola cifra, non si ammette di aver sbagliato la
propria scelta e in caso di investimenti errati si tende a
non uscire con la perdita prefissata, convinti che poi si
recuperera', mentre nel caso di investimenti positivi non si
prende mai profitto nemmeno dopo un 100% di utile, poiche'
si e' convinti che si potra' guadagnare il 200%, il 300%
ecc.. e spesso poi si perde cio' che si era guadagnato.
Questi elementi sono ostacoli alla evoluzione della massa
degli investitori, ma siamo convinti che le persone che
hanno gia' vissuto perdite e che si riconoscono in queste
descrizioni, sono in grado di evolversi verso lo stadio
dell'investitore maturo, in grado di sapersi muovere in
qualsiasi condizione esterna, e di sapersi isolare dalla
pressione della massa.